Email tracking: cosa è e come evitarlo

07-07-2016 11:00 - Fonte: www.chimerarevo.com

La rete è davvero una ragnatela estremamente intricata di informazioni, eppure la stragrande maggioranza delle aziende di marketing (e non solo quelle) è in grado, in modo più o meno velato, di districarsi con enorme maestria e raccogliere informazioni anche piuttosto precise relative alle abitudini degli utenti, al fine di migliorare i propri prodotti o i prodotti dei propri clienti. Si sente quindi parlare di social marketing tramite plugin (come “Mi piace” e “+1”) o tramite veri e propri cookie contenenti ID univoci, di analisi tramite funzionalità più o meno nascoste nelle app mobile… ma ciò che piuttosto spesso passa in sordina sono le pratiche di analisi di mercato messe a punto tramite la sola apertura di una email. In due parole: email tracking. Cosa è l’email tracking e da dove nasce? Che siate sostenitori, detrattori o semplicemente non vi interessi, l’email tracking esiste sebbene se ne parli poco e, anche se molte agenzie hanno finito per abusarne, esattamente come i banner e lo spam anche questo meccanismo nasce con un intento nobile: quello di rassicurare il mittente del messaggio sulla corretta ricezione. Si, perché all’inizio dei tempi il più rudimentale strumento di email tracking era la conferma di lettura: il mittente poteva (e può ancora) specificare la richiesta di una conferma di lettura del messaggio, una sorta di “ricevuta” che sarebbe tornata indietro nel momento in cui il destinatario apriva l’email; un po’ come una ricevuta di ritorno ma spedita e consegnata praticamente in tempo reale (in inglese prende infatti il nome di “Read Receipt”). Se è vero – come è vero – che i maggiori client mail e servizi web sono in grado di allegare ai messaggi di posta la conferma di lettura, è pur vero che tali client la notificano al destinatario, mettendolo di fronte alla scelta di confermare o meno al mittente l’avvenuta lettura ...

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