6 lezioni sulla fotografia da Ferdinando Scianna

05-12-2001 01:00 - Fonte: www.fotocomefare.com

“Non sono più sicuro, una volta lo ero, che si possa migliorare il mondo con una fotografia. Rimango convinto, però, del fatto che le cattive fotografie lo peggiorano”. È racchiusa in questa sua stessa frase la missione che Ferdinando Scianna sente di dover compiere da 50 anni a questa parte: raccontare il mondo e sforzarsi di farlo nel modo migliore. D’altra parte definire Scianna un semplice fotografo è particolarmente riduttivo e fare un cenno alla sua vita può senz’altro aiutare ad interpretare e comprendere meglio la caratura del personaggio e dell’uomo. Nato a Bagheria nel 1943, inizia ad appassionarsi alla fotografia da ragazzo (è il padre a regalargli la prima macchina fotografica), ma intraprende ugualmente la strada universitaria, più che altro per far contenta la sua famiglia, che lo vorrebbe un letterato. Abbandona, però, gli studi alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’età di 22 anni, per dedicarsi completamente alla sua passione. Ovviamente non senza le perplessità del padre: “…e che mestiere è?”, gli dirà un giorno. Nella difficile e controversa Sicilia degli anni 60, un figlio colto e con una posizione rispettabile, può diventare la rivincita sociale di un’intera famiglia. Gli inizi sono tutt’altro che semplici: “Imparai il mestiere a colpi di stroncature. Il commento più frequente alle prime foto era: ‘Che cos’è ’sta cacata?’”. Ma lui è risoluto sulla strada da percorrere e non si abbatte minimamente. L’incontro in quegli anni con Leonardo Sciascia segna per sempre la sua vita e la sua formazione, oltre alla sua maniera di esprimersi fotograficamente: “La persona determinante della mia vita. Padre, amico, maestro. Mi ha insegnato a pensare e a distinguere l’autentico dalla paccottiglia, lo stile dallo stilismo”. Gli studi da letterato prima e l’incontro con Sciascia poi, formano indelebilmente Scianna, spingendolo a raccontare il mondo non solo per immagini, ma anche attraverso le parole. ...

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