Aberrazione cromatica assiale

27-06-2016 15:00 - Fonte: www.fotografareindigitale.com

L’indice di rifrazione dei material trasparenti varia con la lunghezza d’onda della luce che passa attraverso il materiale stesso: lunghezze d’onda più corte sono rifratte molto più delle lunghezze d’onda più lunghe, dando vita ad una dispersione spettrale ed una dispersione di potenza. Il fuoco principale di una lente varia quindi con la lunghezza d’onda trasmessa, cioè la lunghezza focale varia con il colore della luce. Questa differenziazione di focalizzazione lungo l’asse ottico di una lente positiva è mostrato nella figura di sotto: la messa a fuoco per la luce blu è più vicina alla lente rispetto al punto di messa a fuoco per la luce rossa. In pratica, l’immagine soffre di aberrazione cromatica assiale. Le prime lenti fotografiche presentavano un disegno molto semplice e la non coincidenza del fuoco visivo (tradizionalmente colori giallo-verde) con il fuoco “chimico” (blu) dei materiali sensibili al blu (materiali ordinari) era uno dei problemi più grandi. Per risolvere il problema era necessario permettere lo spostamento del focus alterando l’impostazione del fuoco o utilizzando un’apertura molto piccola al fine di aumentare la profondità di fuoco. Quest’ultimo metodo è quello spesso utilizzato delle fotocamere economiche in quanto permette, semplicemente giocando con l’apertura, di usare lenti semplici (e quindi economiche). Il risultato che ne deriva, anche con pellicole a colori, era  consente alle lenti semplici da utilizzare nelle fotocamere economiche, con risultati ragionevoli, anche con pellicola a colori. Nel 1757 Dollond ha dimostrato che che se un obiettivo è costituito da due elementi di vetro ottico differente, le aberrazioni cromatiche generate dal primo possono essere corrette dal secondo vetro. Per ottenere questo risultato viene generalmente utilizzata una combinazione di un vetro ottico positivo a “corona” e uno negativo a “selce”. L’elemento convergente ...

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