AgCom: WhatsApp ‘paghi’ per l’uso delle reti telefoniche

28-06-2016 12:12 - Fonte: www.chimerarevo.com

Il metodo di comunicazione dei tempi moderni è semplice: sempre meno affidamento sulle reti voce e sugli SMS, sempre più invece verso le app di messaggistica “complete” come WhatsApp, Skype Messenger, Hangouts (che offrono anche chiamate Internet gratuite), Telegram, Viber e compagnia cantante. Secondo il Garante delle comunicazioni Italiano, il fatto che tali app guadagnino dalla propria utenza con le rispettive strategie di marketing, offrendo servizi esclusivamente tramite Internet e rappresentando di fatto un’alternativa gratuita ad altri metodi di comunicazione che richiederebbero tariffazioni altrimenti specifiche (chiamate ed SMS, appunto) ed usufruendo di fatto dell’infrastruttura (Internet mobile, in tal caso) che i vari operatori hanno costruito nel tempo, sarebbe un comportamento sbagliato. Un privilegio a queste app che, visti i costi che gli operatori nazionali pagano per il leasing delle reti dallo stato e per la costruzione delle proprie infrastrutture, non sarebbe dovuto: nell’indagine relativa ai “Servizi di comunicazione elettronica”, l’AgCom dichiara che le app di messaggistica (WhatsApp, Telegram, Messenger e via discorrendo) dovrebbero pagare una sorta di pedaggio per l’uso dei beni altrui, in questo caso l’infrastruttura di rete mobile. Un pedaggio che potrebbe rappresentare “l’obbligo di negoziare” con le società di telecomunicazioni seppur in modo equo, proporzionato e non discriminatorio. Secondo l’AgCom questo non dovrebbe essere una “tassa” imposta dagli operatori delle tlc (cosa che, se i prezzi imposti fossero alti, potrebbe portare i titolari delle app stesse ad evitare invece il mercato italiano) ma un incentivo ad offrire ad esempio servizi aggiuntivi a pagamento per l’utente che richiedano l’accesso al proprio credito telefonico. In altre parole, secondo l’AgCom i titolari delle ...

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