Guardare Netflix su Linux: scelta sempre coerente?

01-07-2016 10:12 - Fonte: www.chimerarevo.com

Linux è libertà, Linux è scelta, Linux è open source. Oltre che essere un’alternativa gratuita (e funzionale) al blasonato ed estremamente utilizzato Windows, i sistemi operativi basati sul kernel Linux possono rappresentare la scelta di molti proprio per il senso di libertà e di apertura che molti di essi rappresentano. Di fondo, molti utilizzatori di GNU/Linux scelgono di optare esclusivamente per programmi e driver dal codice aperto e libero, con buona ragione per una miriadi di motivi; questo, però, va irrimediabilmente a scontrarsi con una realtà che nei giorni nostri è più che attuale: la riproduzione di contenuti protetti da copyright. In altre parole: Netflix e simili. Se fino a qualche anno fa guardare Netflix su Linux era pura utopia, oggi come oggi i metodi per riuscire sono piuttosto semplici. Ci si può affidare ad esempio al browser Google Chrome o al plugin Pipelight (la controparte di Silverlight di Microsoft), tuttavia in entrambi i casi ci si va a scontrare con la filosofia open. Perché? Semplice: Google Chrome è un browser dalla semplice installazione e che tutti praticamente conoscono, ma contiene parti (molte parti) di sorgente closed; Pipelight altri non è che Silverlight (closed) eseguito tramite Wine – l’installazione di Pipelight, infatti, rende obbligatoria anche quella di Wine. Basterebbe già questo a scoraggiare i cultori della filosofia open a scoraggiare la riproduzione di contenuti protetti ma, si sa, la tecnologia è infinita: c’è un riproduttore multimediale, sviluppato in HTML5 da Google, che prende il nome di Widevine e permette di bypassare plugin come Silverlight/Pipelight, Flash e compagnia cantante per la riproduzione dei contenuti protetti. Il problema di Widevine, però, è la compatibilità: esso infatti è ufficialmente utilizzabile soltanto tramite il browser Google Chrome, sebbene alcuni sviluppatori siano riusciti a farlo funzionare sotto forma di plugin – ...

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