Snap e Flatpak: analogie e differenze tra i nuovi pacchetti per Linux

26-07-2016 10:50 - Fonte: www.chimerarevo.com

Con Ubuntu 16.04 sono arrivati in versione stabile i pacchetti Snap; poco tempo fa, invece, con grande entusiasmo la comunità Linux ha annunciato la nascita di un secondo formato di packaging, il cosiddetto Flatpak. Ma per quale motivo sono nati Snap e Flatpak? Chiunque abbia avuto a che fare con l’ecosistema delle distribuzioni Linux-based saprà che quasi tutte dispongono di un sistema personalizzato di gestione pacchetti. A seconda del tipo di distribuzione, i programmi installabili vengono “pacchettizzati” (appunto) in formati differenti per semplificarne l’installazione. Ad esempio le distribuzioni debian-based utilizzano i pacchetti .deb, le Red-Hat based (come Fedora, ad esempio) utilizzano i pacchetti .rpm e Slackware utilizza il formato .tgz – giusto per citare le più note, poiché anche alcune derivate hanno costruito gestori e relativi packaging personalizzati. Snap e Flatpak si prefiggono di eliminare questo tipo di frammentazione, proponendosi come un formato di packaging indipendente dalla distribuzione su cui viene eseguito e potenzialmente funzionante ovunque. Ma capiamo qualcosa in più! Snap (e Snapcraft) Snap è un formato di packaging creato e sponsorizzato da Canonical, la società alla base dell’arci-nota distribuzione Ubuntu. I pacchetti Snap, precedentemente noti come pacchetti “Click”, vengono introdotti poco dopo la ramificazione di Ubuntu in sistema operativo valido sia per PC che per smartphone/tablet che per IoT. Lo scopo dei pacchetti Click, infatti, era quello di poter installare le app tra i vari core di Ubuntu senza percepire la differenza tra le piattaforme sottostanti. Un progetto che col tempo è andato avanti e che, con la creazione dell’ambiente di packaging Snapcraft, ha ampliato il suo obiettivo: ad oggi i pacchetti Snap – introdotti per la prima volta in versione stabile su Ubuntu 16.04 – si prefiggono di essere installati su ...

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