Evoluzione della fotografia: reale vs bellezza

12-09-2016 09:35 - Fonte: www.fotografareindigitale.com

In quest’articolo affronteremo un argomento un po’ particolare, ovvero la cosiddetta processed photography, letteralmente fotografia elaborata, sempre più diffusa ai giorni nostri. Oltre ai processi di post produzione ci affronteremo anche temi di filosofia e astronomia, fino all’evoluzione della specie umana. Lungo questa strada ci incontreranno strane creature dotate di molti più colori di quelli conosciuti e concluderemo il cammino con la questione morale nel campo fotografico.  L’evoluzione della fotografia Cominciamo con il dire che non siamo qui per recitare la storia della pellicola. C’è però da dire che la frase stessa “scrivere con la luce” ha portato ad una lunga serie di tecniche fotografiche. Dal momento in cui Nicéphore Niépce combinò la camera oscura con la carta fotosensibile, nel 1816, la pellicola ha attraversato differenti fasi riguardo la possibilità di catturare ciò che si trova di fronte al fotografo. Per fare un esempio, nell’ottocento non si riusciva a scattare a 1/500 secondi una foto di un soggetto in pieno giorno. Per la stessa foto erano necessarie ore per la corretta esposizione. Oggi però tempi di esposizioni molto lunghi vengono utilizzati per fotografie creative, si pensi ad esempio al light-painting, al flattening di paesaggi marini o alla capacità di mistificare la gente. In pratica all’opposto della fotografia ad alta velocità o di un film in slow motion, le lunghe esposizioni hanno anche la capacità di rivelare ciò che sarebbe invisibile all’occhio umano. Oggi, nell’era del digitale, questa particolare capacità di “raccogliere la luce” si traduce nella possibilità di catturare qualcosa che non potrebbe essere catturata diversamente: per esempio la fioca luce di antiche stelle distanti diversi anni luce.  “È malato! È vero?” È l’astrofotografo Adam Block a spiegare il titolo della sua presentazione: durante il pranzo in un chiosco di sandwich, ...

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