È possibile che gli open data aiutino a combattere i pregiudizi sociali?

24-10-2010 11:00 - Fonte: www.ossblog.it

No, non è un omaggio ai colleghi di Queerblog.it (sebbene è possibile che siano d’accordo con questa teoria): Sharable – dopo la pubblicazione del rapporto sulla sharing economy – ha ripreso le statistiche pubblicate da una piattaforma di sondaggi per ribadire un concetto che è pure alla base dell’open source. Nello specifico, si tratta dell’uso degli open data per combattere quei pregiudizi che affliggono la nostra società. L’omofobia è soltanto uno dei tanti temi d’attualità ed è l’oggetto del sondaggio di OkTrends che ha stimolato la riflessione. Il punto non è quello d’imporre il comune buonsenso all’individuo, ma combattere l’ignoranza attraverso la pubblicazione di dati oggettivi. Pensando ad altre tematiche rilevanti per la società, gli open data possono portare maggiore chiarezza e consapevolezza nella scelta di opzioni energetiche come il nucleare civile. Non sempre la comunicazione scientifica è in grado di trasmettere tutte le sfaccettature di ricerca e innovazione. Spesso la divulgazione è condizionata dall’opinione di chi è chiamato a comunicare, come avviene su queste pagine. L’unico modo di offrire un’informazione oggettiva è quello di utilizzare i dati ufficiali. Tornando al sondaggio sull’omosessualità, i dati dimostrano che una delle paure più ricorrenti negli eterosessuali è del tutto infondata perché gli omosessuali non sono attratti da questi ultimi. Forse, se questo messaggio riuscisse a passare i casi di omofobia sarebbero meno frequenti. Non significa cambiare la propria opinione, ma allontanare timori ingiustificati. Allargando il concetto alle istituzioni, gli open data possono fugare una serie di falsi miti. Pensate alle retribuzioni degli impiegati statali, ecc. (o, a quelle dei politici eletti nelle istituzioni): l’opinione pubblica è condizionata da dicerie che spesso non corrispondono alla realtà. Parimenti, ci ...

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