Intervista a Galoppini: "L'open source oggi deve fare i conti con le corporate"

09-11-2010 08:00 - Fonte: www.ossblog.it

Con Roberto Galoppini, esperto di open source commerciale e membro dell’ advisory board di SourceForge, recentemente tra i protagonisti del dibattito sulla neonata Document Foundation proprio su Ossblog, insieme al presidente di Plio Italo Vignoli, oggi abbiamo parlato del rapporto fra open source e mondo delle aziende e di quello fra comunità e imprese, per cercare di capire se il sistema delle donazioni e quello degli sponsor sono alternativi o in relazione l’uno con l’altro. Con un occhio di riguardo anche al nuovo impegno di Microsoft nel settore, certificato dal lancio del progetto Coapp, come abbiamo raccontato nell’intervista a Garret Serack, responsabile del progetto. Roberto, qual è la situazione dell’open source oggi in Italia? Al “consumo” direi buona, considerato che l’Italia è al quinto posto nella classifica mondiale, appena dopo USA, Brasile, Francia e Germania. Ho constatato che negli ultimi tre anni abbiamo perso qualche posizione: siamo infatti passati dal 6,35% del traffico globale (novembre 2007) al 6% (aprile 2008) per finire al 5,09% dei giorni nostri. L’ascesa del Brasile, che dalla sesta posizione si ritrova oggi al secondo posto, ha una chiara matrice politica, mentre nel caso della francia oltre all’interesse istituzionale ne esiste uno altrettanto importante di natura industriale, che spiega come mai oggi Parigi costituisca l’epicentro open source europeo.  Se andiamo però a guardare cosa scaricano gli utenti, ai primi posti troviamo Emule, Azureus e Ares Galaxy, tutti sistemi P2P, segno che sono i consumer ad orientare le classifiche e non certo le imprese o le pubbliche amministrazioni. Cosa manca all’Italia, buoni sviluppatori o aziende che credano nell’open source? I dati sulla localizzazione degli sviluppatori open sono datati, ma qualitativamente attendibili, e l’europa in generale e l’italia in particolare vantano valenti ...

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