Il Secolo Moderno: recensione di una monografia essenziale su Henri Cartier-Bresson

26-03-2013 08:30 - Fonte: www.fotocomefare.com

Nel 2010, si è tenuta a New York, presso il museo di arte moderna, la mostra “The Modern Century”, la più completa retrospettiva su Henri Cartier-Bresson (la prima successiva alla sua morte). In quest’occasione è stato pubblicato il libro Il secolo moderno, la monografia più ampia sul famosissimo fotografo. Se negli ultimi ottant’anni hai vissuto sotto una roccia e non sai chi è Cartier-Bresson, ti posso dire brevemente che è uno dei più grandi fotografi della storia, uno dei padri della street fotography e del fotoreportage, nonché un cofondatore dell’agenzia internazionale Magnum. Inoltre è colui che ha coniato il concetto del momento decisivo, quel momento in cui tutti gli elementi di una scena concorrono a formare una fotografia eccezionale. Se sei curioso di conoscere la vita e le opere di Cartier-Bresson e vuoi avere a portata di mano centinaia delle sue foto, andando oltre ai racconti e alle foto che tutti conoscono, ti consiglio assolutamente Il secolo moderno. Intanto, ecco la recensione. Contenuti Questo è un libro poderoso. Conta poco meno di 400 pagine, ha la copertina cartonata e presenta dimensioni superiori alla media, 31 x 25 cm (x 4 cm di altezza ). È diviso in tre parti: la sezione biografica, con il commento sulla vita e le opere, la sezione delle foto, che riporta numerosissime immagini in ordine cronologico, la sezione dei riferimenti, con bibliografia, cronologia e mappe. La prima parte di Il secolo moderno è l’unica veramente da leggere, in quanto le altre due presentano solamente immagini o informazioni di consultazione. Essa ripercorre la vita di Cartier-Bresson ma va ben oltre quello che tutti sappiamo. La prima cosa che ho apprezzato veramente molto è che, oltre alle dovute informazioni biografiche, sono presenti approfonditi e succulenti dettagli sul modo di lavorare del fotografo. Trovi infatti riportato, ad esempio, il modo che aveva di numerare i rullini e come gestiva (o non gestiva…) la scrittura delle didascalie ...

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