Alba sulla centrale Enel, dal deltaplano – Come nasce una foto 21

04-04-2013 09:08 - Fonte: www.fotocomefare.com

E’ l’alba di una giornata molto complicata, e non per motivi fotografici! Sono sulle coste laziali per un lavoro a bordo di un deltaplano a motore biposto e siamo bloccati a terra  a causa del forte vento. La situazione va avanti da tre giorni, ci aspettano molte ore di volo per rientrare alla base in Liguria ma non c’é verso di partire, le previsioni sono sfavorevoli e il tempo a disposizione è  agli sgoccioli. La sera del quarto giorno, valutando con attenzione (che poi si rivelerà insufficiente!) le previsioni del vento, crediamo di intravvedere una possibilità decollando prima dell’alba e sfruttando le prime ore del giorno: pensiamo di portarci alla svelta verso nord dove la situazione sembra migliore. Abbiamo preparato tutto, l’attrezzatura fotografica è pronta sul tavolo… al posto della colazione che saltiamo per fare prima. Il mezzo è preparato e ci attende al buio. Alla luce delle frontali ci disponiamo a partire, indossiamo i giubbotti di salvataggio, indispensabili quando si vola sul mare, e facciamo le prove dei microfoni del casco: per ottenere buone foto è indispensabile poter comunicare bene con il pilota. Vogliamo mettere il risultato al sicuro, così partiamo prima che faccia giorno: stiamo azzardando ma ormai conosciamo benissimo la zona di decollo e ci aiutiamo con le luci ancora accese; si vola quasi… a senso ma l’aurora comincia a far capolino e ci rassicura. Quando la luce ormai ha la meglio siamo sopra Civitavecchia, conosco bene il posto. Stiamo volando sul mare a poche decine di metri dalla verticale della battigia, altezza circa 300 piedi. Un po’ per la luce ancora problematica (è molto bella ma… non posso davvero usare il treppiede) un po’ per non perdere tempo prezioso, fino ad ora non ho scattato nulla. Però, sorpassando la città, comincia a spuntare il sole alla nostra destra e arrivati all’altezza della centrale mi accorgo che la parte alta della cimiera è già illuminata: la “gola” ...

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